Nuove frontiere della ricerca oncologica

La nuova sfida della ricerca in oncologia è studiare i miRNA come fattori prognostici e predittivi di risposta ai trattamenti anti-tumorali e definire il ruolo nella cancerogenesi. In quanto regolatori dei fenomeni alla base dello sviluppo del tumore, i miRNA si presentano come bersagli ideali per nuove terapie personalizzate. I microRNA (miRNA) sono piccoli frammenti di materiale genetico a singolo filamento (20-22 nucleotidi) in grado di regolare l’espressione genica. Tale regolazione si verifica a livello post-trascrizionale, mediante la repressione della traduzione o la degradazione dell’mRNA.
Con la scoperta della natura regolatrice dei miRNA, nell’ultimo decennio è stato messo in crisi la comune idea che l’unico destino dei filamenti di RNA fosse quello di formare proteine. Inizialmente, tutti gli RNA di corte dimensioni venivano scartati, a volte anche etichettati come prodotti di degradazione di RNA più lunghi,  trascurando così l’importanza dei miRNA.
Ad oggi, invece, dopo la scoperta della loro capacità di attivare o inattivare l’espressione di determinati geni, i miRNA sono ritenuti importanti per il normale funzionamento cellulare. Sono implicati infatti nella crescita cellulare e nell’apoptosi, nello sviluppo embrionale, nella plasticità e nel rimodellamento neuronale, e addirittura nella secrezione ormonale e nella risposta infiammatoria.
Inoltre alterazioni dei miRNA, dovute ad aberrazioni cromosomiche, mutazioni genetiche e cambiamenti epigenetici, sono state associate a molte malattie, tra cui il cancro. Dagli studi degli ultimi anni è emerso infatti che i miRNA possono comportarsi da oncogeni o geni oncosoppressori e, sorprendentemente, lo stesso miRNA può comportarsi in modo opposto a seconda del tipo di alterazione o del tessuto in cui è espresso.