Libera il bene

Laboratorio di Acquaponica in un bene confiscato alle mafie in provincia Alessandria

Il riuso dei beni confiscati alla criminalità organizzata deve essere, oltre che una priorità civica e culturale di un territorio, anche un’opportunità di start up di lavoro vero e giovane imprenditoria. “Cascina Saetta” primo bene confiscato alla mafia in Provincia di Alessandria, si trova a Bosco Marengo e, dopo anni di abbandono, grazie all’associazione Parcival di Alessandria e a Libera, si sono attivate iniziative rivolte a scuole, gruppi, circuiti collegati al turismo responsabile. Oltre a ciò la disponibilità da parte di una serra automatizzata ha suggerito l’attivazione di un progetto pilota con potenziali sviluppi imprenditoriali innovativi: la coltivazione/allevamento attraverso la tecnologia Acquaponica, oggi promossa e patrocinata anche dalla FAO. Vedi link: http://www.fao.org/documents/card/en/c/0de4dc3d-7522-41bd-b05d-1a49d6753fcd/ Si intende presentare la sperimentazione in corso a Bosco Marengo e le possibilità di viaggi di istruzione e ricerche per la scuola secondaria e la possibilità di attivare borse di studio e tesi di laurea in questo campo innovativo anche con il DISIT. L’innovazione tecnologica coniugata all’ecosostenibilità e all’attività microimprenditoriale anche in territori disagiati è il punto forte di questo progetto pilota. A titolo di esempio la FAO ha recentemente promosso l’installazione di 100 impianti di acquaponica sui tetti delle case di Gaza

DISIT – V.le Teresa Michel 11 – Aula 204

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